Memorie della Grande Guerra a Rovigo

Area di riferimento: Area di Rovigo Partenza: Rovigo (RO) Arrivo: Rovigo (RO) Tipologia: A piedi, In bicicletta Difficoltà: Semplice / Principianti Fondo stradale: Asfalto Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 min, 5,5 km
http://www.passeggiandoinbicicletta.it/

Un itinerario nei luoghi della Grande Guerra nel territorio polesano, strategicamente lontano dal fronte e assurto a ruolo di prima retrovia solamente in seguito alla Rotta di Caporetto, non può non partire dalla centrale piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo: cuore delle manifestazioni pro e contro l'intervento nei mesi del tardo inverno e della primavera 1915, l'area conserva numerose testimonianze legate al periodo bellico, tra cui i ricordi marmorei a Nazario Sauro (1952), sotto la Loggia municipale, e il monumento a Cesare Battisti (1917), entrambi opera dello scultore rodigino Virgilio Milani (1888-1977). Il ricordo marmoreo all'irredentista trentino, nell'omonima via, è situato sul lato nord del complesso del Corpo di Guardia  austriaco (1854 – 55), divenuto, tra il 1915 e il 1918, “Casa  del  Soldato”. Nella  loggia antistante, numerose le memorie belliche di varie epoche, tra cui una lastra bronzea con il Bollettino della Vittoria, e una lapide ai caduti di tutte le guerre.  Poco distante, piazza Garibaldi, e, un po' nascosto, piazzale D'Annunzio, con una bella lapide dello scultore Cesare Zancanaro (1963), dedicata al poeta soldato. Su piazza Vittorio prospetta anche Palazzo Roverella, edificio rinascimentale dell'architetto ferrarese Biagio Rossetti, oggi apprezzata sede espositiva, in periodo bellico sede di ospedale militare, al pari dei palazzi di proprietà della Curia Vescovile, ossia il Collegio “Sacro Cuore” (nella strada omonima), il Seminario oggi Archivio di Stato e il  Collegio “Angelo Custode” (entrambi in via Sichirollo). Memorie della Grande Guerra nel centro urbano riecheggiano, poco oltre, in due istituti scolastici, l'attuale istituto Tecnico per Geometri “A. Bernini” ospitato nel settecentesco Palazzo Montalti (Corso del Popolo), dotato nel 1924 di una, oggi parzialmente recuperata nel suo arredo interno, “Sacra Aula delle Rimembranze”, e l'Istituto Magistrale “C. Roccati”  (via Carducci 8), che oltre ad essere stato ospedale militare, ospita, nell'atrio, un interessante monumento in memoria degli ex studenti morti nel conflitto, risalente al 1940. Pochi isolati, e la  Casa del Mutilato di guerra, risalente nel suo progetto originario al 1930, ornata in facciata da Virgilio Milani tra il 1952 e il 1954, ci ricorda il doloroso lascito dei conflitti del Novecento. Proseguendo lungo viale Oroboni, nel quartiere S. Bortolo, giungiamo al cimitero comunale S. Maria dei Sabbioni, dove incontriamo forse il primo Ossario Militare costruito in Italia, contenente le salme di 589 caduti italiani e 215 austroungarici, questi ultimi prevalentemente prigionieri, morti nel trasferimento dal campo di Ferrara al campo di Conselve (Pd). Tra le sepolture all'interno della struttura, la tomba di Ugo Schiesari e, nelle vicinanze, il maestoso sarcofago di Sebastiano “Nino” Bedendo. Vicino, in viale Tre Martiri, le vecchie mura dell'Ippodromo, nei pressi dello stadio di calcio “Gabrielli”, ci tramandano la memoria delle tragiche fucilazioni per diserzione. Il percorso in città lungo i ricordi della guerra si può concludere lungo viale Marconi, verso la Stazione ferroviaria, dove incontriamo l'ex Casa del Balilla, oggi sede del CUR (Consorzio Università Rovigo), eretta nel 1932, dopo lunga querelle, per onorare i quasi 500 caduti rodigini nel conflitto.

« Indietro Strumenti di ricerca »