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Bosco delle Penne Mozze
Il Bosco delle Penne Mozze è un luogo davvero suggestivo ed emozionante, nel cuore delle Prealpi Trevigiane. È raggiungibile sia dalla zona del Montello, sia dalla Valbelluna, attraverso la "Strada dei 100 Giorni", un capolavoro ingegneristico pensato e costruito nel 1918 dall'esercito austroungarico. Si tratta di un "memoriale diffuso", ove sono state collocate, in mezzo agli alberi, le lapidi che ricordano tutti gli Alpini della provincia di Treviso caduti durante le guerre del Novecento. L'idea nacque nel 1968 dalla mente di Mario Altarui, un alpino del luogo, e i lavori terminarono nel 1972 in occasione del centenario della fondazione degli Alpini. All'inizio del percorso si possono ben vedere gli stemmi delle sei Divisioni Alpine italiane (Cuneense, Taurinense, Pusteria, Julia, Alpi Graie e Tridentina) e tre penne mozze, simbolo del memoriale, che indicano la vita spezzata di questi uomini. A destra invece è visibile la base del monumento alpino di Brunico, dedicato ai caduti della guerra di Abissinia e colpito da un attentato dei secessionisti altoatesini nel 1982. Una volta entrati, si possono seguire i diversi sentieri che conducono alle stele, opere dello scultore Simon Benetton, sulle quali sono iscritti il nome, le date di nascita e di morte, la Divisione e il motivo del decesso. Ogni anno il Bosco delle Penne Mozze si è arricchito di nuovi monumenti, tanto che oggi si possono leggere 2.448 nomi di Alpini morti nella Grande Guerra o in conflitti successivi, come le guerre coloniali fasciste o la Seconda Guerra Mondiale. Inoltre lungo il percorso si possono incontrare la statua della "Madonna delle Penne Mozze", il "Cristo delle Penne Mozze" e numerosi cippi e targhe dedicate anche ad altre sezioni alpine italiane, che rendono questo contesto un luogo di ricordo non solo locale, ma nazionale.


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