Sacrario Militare del Pasubio

Area di riferimento: Altopiano di Asiago, Pasubio e area di Vicenza Indirizzo: Valli del Pasubio (VI), Colle Bellavista - Via Ossario, 1 Categoria: Cimiteri, sacrari e monumenti Orari di apertura: Dal 16 maggio al 30 settembre, tutti i giorni: 09.00 - 12.30 / 14.00 - 18.00. Dal 01 ottobre al 15 maggio, sabato-domenica e festività: 09.00 - 12.00 / 14.00 - 17.00
Foto Unpli

Primo del suo genere, è una delle opere monumentali più significative, e allo stesso tempo singolari, in ricordo della Grande Guerra. Sorge sul colle di Bellavista (1.217 metri s.l.m.), teatro di durissimi scontri, specialmente durante la Strafexpedition e la seguente controffensiva italiana, tra maggio e giugno del 1916. A volerlo fu lo stesso comandante della Prima Armata, il generale Guglielmo Pecori Giraldi, immediatamente dopo la firma dell'armistizio. Sull'onda dell'emozione per quanto accaduto in questa zona, i lavori iniziarono già nel 1920, in uno spazio donato dal Comune di Valli del Pasubio. Sotto la guida dell'architetto Ferruccio Chemello, che aveva perduto il proprio figlio nella Battaglia dell'Ortigara, l'opera venne completata l'anno 1926. La sua unicità consiste nella forma, molto diversa da quella degli altri grandi sacrari costruiti successivamente, in epoca fascista: sul Pasubio infatti, ancora in continuità con la tradizione degli ossari d'età risorgimentale, che offriva i più prossimi modelli di riferimento - basti pensare a Custoza, in provincia di Verona - sorge una torre di quattro piani, alta 35 metri, decorata all'interno in stile liberty. Appena varcata la porta di ferro battuto, si entra nella cripta centrale, in cui riposano le salme di 70 soldati decorati al valore militare, nonché lo stesso Pecori Giraldi, morto nel 1941 e qui traslato nel 1952 per sua stessa volontà. Ai lati, invece, due stretti corridoi conducono ai due piani superiori, dove si trovano i loculi di oltre 5.000 soldati (di cui circa 3.500 ignoti), tra italiani e austriaci. Quest'ultima è la parte di maggiore impatto emotivo, dato che la copertura, in marmo e vetro, non nasconde alla vista le ossa dei caduti, motivo anche questo comune negli ossari del Risorgimento. Dalla parte posteriore invece si accede al sacello, che, tramite una ripida scala di metallo, porta fino all'ultimo piano del monumento. All'interno della cappella si trovano un altare, con una statua di Madonna realizzata dallo scultore vicentino Giuseppe Zanetti, vetrate e affreschi a soggetto religioso e bellico di Tito Chini, artista toscano, ex combattente della Prima Armata, attivo anche al Tempio Ossario di Bassano del Grappa. Salendo la scalinata, si possono ammirare ancora diversi affreschi e leggere i nomi delle cime circostanti, dove si combatté la Grande Guerra. Il Sacrario del Pasubio è ancora oggi un vero e proprio simbolo della memoria di questi luoghi. Ogni anno, l'ultima domenica di giugno, viene ricordata la battaglia più violenta del Pasubio, combattuta il 2 luglio del 1916.

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