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Forte Col Piccolo
Si tratta di un'opera fortificatoria realizzata dal Genio italiano in fasi successive, a partire dal 1897 circa, sul colle di 1.037 metri soprastante l'abitato di Vigo di Cadore. Dopo i primi, rudimentali apparati, consistenti sostanzialmente in una semplice spianata per artiglieria da campagna, servita da apposita strada sul rovescio della posizione e atta a battere la sottostante stretta di Treponti, dal 1904 si volle potenziare la difesa, rendendola potentemente armata e protetta, ed estendendo la sua azione sulle strade che risalivano l'alto Piave, l'Ansiei e il Tagliamento. Fu così realizzato un forte corazzato, dotato di 4 cannoni da 149 G, in pozzi con copertura metallica di 140 mm: la batteria era orientata verso nord-ovest, presentava una lunghezza di circa 30 metri e una lunghezza di circa 20, ed era dotata di depositi, elevatore, ricoveri e laboratori, oltre che di articolate difese perimetrali. I cannoni erano rivolti soprattutto verso la valle del Piave (Agonia del Comelico), lo sbocco della valle dell'Ansiei (S. Caterina d'Auronzo), la località di Treponti, le pendici sud-occidentali dell'altopiano di Danta e alcuni accessi alla Val Piova dal Comelico e dalla Val Frison. Teneva peraltro sotto tiro pure le provenienze dal Passo della Mauria, lo sbocco della valle del Cridola, la Forcella Scodavacca, la strada Ponte Nuovo-Domegge e lo sbocco della Val d'Oten presso Calalzo. Negli anni 1906-07, grazie a nuovi finanziamenti, l'opera venne meglio attrezzata, con più sicuri locali per il personale e per le munizioni, con polveriera in caverna. Nel settembre 1908 i lavori erano quasi ultimati, ma il forte appariva già inficiato da un vizio di fondo: la bassa quota. Al nemico infatti sarebbe bastato collocare delle bocche da fuoco su Monte Zovo (m 1711), o su qualcuna delle quote tra i 1.700 e i 1.900 metri sopra Larietto Alto, per averne ragione. E poiché un cedimento delle nostre difese in zona veniva a esporre l'intero Cadore all'attacco nemico, si preferì negli anni seguenti abbinare a tale opera bassa un'altra conveniente opera alta, ovvero il forte di Monte Tudaio, concepito proprio per agire in sinergia, costruito negli anni 1911-15. Allo scoppio della Grande Guerra il forte di Col Piccolo disponeva di 8 cannoni da 75 A e 4 da 149 G, con 3 mitragliatrici Gardner mod. 1886 e 3 Perino mod. 1906. Rimasto pressoché inutilizzato per l'intera durata del conflitto, venne distrutto dagli Austriaci in ritirata il 21 ottobre 1918 con 40 quintali di gelatina. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu adibito a polveriera e presidiato da pochi soldati della Territoriale tedesca, finiti poi prigionieri dei partigiani cadorini l'11 settembre 1944, in seguito ad audace attacco conclusosi senza spargimento di sangue. Va ricordato pure che il 21 luglio 1936 il Pievano di Vigo P. Peruzzi benedisse la prima fabbrica di occhiali del Comune, avviata da A. De Silvestro proprio nella casermetta del forte. L'impianto è l'unico in Cadore ad aver conservato fino a oggi un certo interesse militare, essendo utilizzato dal nostro Esercito come deposito e centro trasmissioni. Forte Italiano di Seconda Linea: fortezza Cadore-Maè.


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