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Batteria Castello
La Batteria Castello si trova a una quota di 953 metri s.l.m. Aveva una facciata diritta lunga circa 25 metri, delimitata da due traverse vuote e dotata di parapetto dello spessore di 8 metri. La piattaforma originaria della facciata, larga più di 9 metri e collegata mediante scale al terrapieno, era sufficiente per la postazione di due pezzi di medio calibro, mentre i fianchi, perpendicolari alla facciata e alla gola, venivano a racchiudere uno stretto cortile; due rampe di scale salivano prima al camminamento superiore, dal quale le sentinelle sorvegliavano fossato e fianchi, e successivamente alla stessa piattaforma dei cannoni. Sotto il terrapieno della facciata, come pure sotto quello dei fianchi, erano state ricavate casematte organizzate dappertutto su di un piano, a eccezione del terrapieno della gola, dove si era potuto ricavare lo spazio per due piani. La facciata e i fianchi non erano difesi da trincee che ostacolassero l'avvicinamento, in quanto la stessa scarpata rocciosa, in parte naturale e in parte scavata, rendeva inaccessibile la batteria. La gola, superata da un ponte levatoio in ferro, aveva un fossato d'impedimento largo 5 metri, con una controscarpa in muratura, alla cui difesa provvedevano tra l'altro le numerose finestre delle casematte, il terrapieno di copertura e soprattutto la caponiera, concepita come prolungamento del fianco sud-est. Dalle casematte situate sotto la facciata era possibile accedere mediante scale alle traverse cave e al corridoio interno di comunicazione, lungo il quale si trovavano anche i due elevatori per le munizioni. Il magazzino di queste ultime era situato sotto il fianco sinistro, in una posizione cioè in cui veniva protetto dall'antistante blocco di roccia naturale, e vi si arrivava percorrendo un corridoio isolato. Il rifornimento di acqua avveniva mediante un acquedotto dalla cisterna del vicino forte di Monte Ricco. Secondo informazioni non verificabili, la Batteria Castello e il forte di Monte Ricco erano collegati da una poterna, oltre alla strada tuttora esistente. Forte italiano di seconda linea, appartenente al sistema difensivo chiamato "Ridotto Cadorino" o "Fortezza Cadore-Maè".


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